Casa BRT

Ridare continuità allo spazio, partendo da ciò che già c’era

Cliente: Privato

Località: Sappada

Fotografo: Massimo Crivellari

Organizzazione interna superata

Quando siamo entrati per la prima volta in Casa BRT, ci siamo trovati di fronte a un’abitazione impostata secondo una distribuzione molto tradizionale. Al piano primo, tre stanze separate dividevano rigidamente la zona giorno dalla cucina; al piano superiore si trovavano due camere, un bagno e un corridoio. Gli ambienti, piccoli e compartimentati, rispecchiavano una logica “alla vecchia maniera”, in cui ogni spazio era pensato per una funzione specifica.
La committenza era inizialmente soddisfatta di questa impostazione e l’intento era quello di intervenire con misura, sistemando l’edificio senza stravolgerne l’organizzazione complessiva.

 

Continuità tra funzioni principali

Osservando la pianta, è emersa la possibilità di superare la rigidità del piano terra demolendo il muro tra cucina e soggiorno. Questa scelta ha permesso di trasformare l’intero livello in un unico open space. In questo nuovo assetto, la scala che conduce al piano superiore assume un ruolo centrale: non più solo elemento funzionale, ma dispositivo architettonico capace di dividere in modo leggero e naturale la zona giorno dalla cucina. Lo spazio rimane unitario, ma le funzioni mantengono una propria identità.

 

Carattere domestico aggiornato

 

Al piano superiore, l’uso del colore nero nel vano scala e nel corridoio riduce la percezione delle pareti e mette in risalto le linee del pavimento e degli elementi architettonici. Le due camere nel sottotetto diventano spazi più raccolti e avvolgenti, definiti dal tetto in legno e dalle travi a vista.

Arredi su misura — scrivanie, comodini e armadi — completano l’intervento, rafforzando il carattere domestico e accogliente della casa. Il risultato è un’abitazione che risponde a un modo di vivere più fluido, senza perdere il senso di intimità.

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Quando siamo entrati per la prima volta in Casa BRT, ci siamo trovati di fronte a un’abitazione impostata secondo una distribuzione molto tradizionale. Al piano primo, tre stanze separate dividevano rigidamente la zona giorno dalla cucina; al piano superiore si trovavano due camere, un bagno e un corridoio. Gli ambienti, piccoli e compartimentati, rispecchiavano una logica “alla vecchia maniera”, in cui ogni spazio era pensato per una funzione specifica.
La committenza era inizialmente soddisfatta di questa impostazione e l’intento era quello di intervenire con misura, sistemando l’edificio senza stravolgerne l’organizzazione complessiva.

 

Continuità tra funzioni principali

Osservando la pianta, è emersa la possibilità di superare la rigidità del piano terra demolendo il muro tra cucina e soggiorno. Questa scelta ha permesso di trasformare l’intero livello in un unico open space. In questo nuovo assetto, la scala che conduce al piano superiore assume un ruolo centrale: non più solo elemento funzionale, ma dispositivo architettonico capace di dividere in modo leggero e naturale la zona giorno dalla cucina. Lo spazio rimane unitario, ma le funzioni mantengono una propria identità.

 

Carattere domestico aggiornato

 

Al piano superiore, l’uso del colore nero nel vano scala e nel corridoio riduce la percezione delle pareti e mette in risalto le linee del pavimento e degli elementi architettonici. Le due camere nel sottotetto diventano spazi più raccolti e avvolgenti, definiti dal tetto in legno e dalle travi a vista.

Arredi su misura — scrivanie, comodini e armadi — completano l’intervento, rafforzando il carattere domestico e accogliente della casa. Il risultato è un’abitazione che risponde a un modo di vivere più fluido, senza perdere il senso di intimità.